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   Sulle Parlamentarie M5S indagano i pm di Cosenza [13/03/18 07:30PM]   
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Non bastassero le grane politiche, ora Di Maio potrebbe essere costretto ad affrontare anche quelle giudiziarie. La Procura di Cosenza ha aperto un’indagine in seguito alla denuncia presentata da un attivista escluso dalle liste delle Parlamentarie online, le consultazioni interne al Movimento in base alle quali sono poi stati stilati gli elenchi degli aspiranti deputati e senatori in vista del voto del 4 marzo. La querela dell’avvocato cosentino Ugo Morelli è sfociata nell’apertura di un fascicolo contro ignoti. Il pm che si occupa del caso, Donatella Donato, ipotizza il reato di violenza privata proprio ai danni dell’attivista rimosso dalle liste. «Sono stato escluso illegalmente, è stato un assassinio politico», spiega al Giornale l’avvocato grillino. Morelli, 68 anni, trapiantato nella capitale da 40, è uno dei fondatori del M5S e si dichiara tuttora «responsabile e coordinatore dei meet up di Roma e provincia».Morelli, oltre alla denuncia, aveva anche presentato ricorso al Tribunale civile di Cosenza, che si era dichiarato incompetente territorialmente, e poi a Roma, chiedendo la sua ricandidatura e l'annullamento delle consultazioni online per una presunta incostituzionalità delle norme. Il ricorso è stato però rigettato. Il giudice civile ha infatti stabilito che il capo politico del Movimento ha la facoltà di scegliere i candidati in base allo statuto, secondo il magistrato comunque criticabile per scarsa democraticità. Bocciato, con le stesse motivazioni, anche un analogo ricorso presentato da una attivista veneta, Maria Elena Martinez. Morelli, tuttavia, ancora oggi non si rassegna: «Lo Statuto del Movimento è incostituzionale e in contrasto con lo stesso regolamento, secondo cui ogni attivista certificato ha il diritto di essere inserito nelle liste degli aspiranti candidati».Sono molti i militanti pentastellati che hanno dichiarato di essere stati espulsi senza una giustificazione valida. In Puglia è anche nato il comitato #Annullatetutto, che rappresenta gli attivisti cancellati dagli elenchi. Il Movimento, a Parlamentarie concluse, aveva però rivendicato il proprio diritto di scelta con un post pubblicato sul Blog delle Stelle: «Non c'è nessun timore di ricorsi da parte degli esclusi. Le regole che hanno accettato tutti coloro che hanno proposto la candidatura erano molto chiare e molto rigide. Sono state applicate in maniera severa. Alcuni si sono lamentati dell'esclusione dalle liste, è vero. È stato fatto per tutelare al massimo il Movimento 5 Stelle». Morelli, ritenuto parte lesa dalla Procura di Cosenza, non la pensa così: «Se a decidere tutto è una sola persona, non siamo più in democrazia, ma in una dittatura». L’apertura dell’inchiesta della Procura di Cosenza è una nuova tegola per Di Maio, già alle prese con la crisi politica che vede il Movimento a caccia di alleati nel tentativo di guidare il prossimo governo.

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